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L’Italia è davvero la terra del sole?
Intervista all’ing. Migliaccio, esperto in progettazione e realizzazione di impianti fotovoltaici
Pino Caligiuri
Scienze della Comunicazione Pubblica e Sociale – Università di Bologna
L’Italia è il paese del sole. Il sole è per noi fonte di ricchezza: valorizza le bellezze naturali del paese, i prodotti della nostra terra, è elemento vitale per l’allegria e la gioia di vivere che ci contraddistingue in tutto il mondo. Ma il sole è anche una risorsa per la produzione d’energia da fonti rinnovabili, totalmente gratuita e a basso impatto ambientale. E qui la nostra supremazia viene meno, come confermano i dati dell’Osservatorio Europeo sul mercato del fotovoltaico del 2007. La Germania ci precede per capacità fotovoltaica installata e, in termini di potenza installata per abitante, anche paesi come Lussemburgo, Austria e Paesi Bassi hanno fatto meglio di noi.
Ne abbiamo parlato con l’ingegner Migliaccio, che da anni si occupa di progettazione e realizzazione di impianti fotovoltaici.
Ingegner Migliaccio com’è possibile che paesi del nord dell’Europa abbiano performance migliori delle nostre in questo settore?
Innanzitutto occorre ricordare che stiamo parlando della conversione diretta dell’energia fornita dal sole. Trasportata dai fotoni e catturata da idonei pannelli, sfruttando le caratteristiche chimiche e fisiche del materiale semiconduttore (prevalentemente silicio), è trasformata in energia elettrica pronta all’uso: l’energia fotovoltaica. Rispetto ai tedeschi, il ritardo è soprattutto di tipo culturale. La Germania non ha bisogno di produrre energia da fonti alternative: risponde pienamente al proprio far bisogno energetico utilizzando un mix di sistemi di produzione di energia da diverse materie, prime tra le quali il nucleare. Tuttavia, i tedeschi sentono l’esigenza di partecipare, provvedendo alle proprie necessità energetiche sfruttando fonti alternative quali appunto il solare. È per questo che è così diffusa in Germania l’installazione di impianti fotovoltaici su moltissime abitazioni.
Questo presuppone una delocalizzazione delle centrali di produzione dell'elettricità sul territorio?
Certo, è quello che viene normalmente chiamato “sistema di generazione distribuita di energia”. Durante il periodo d’irraggiamento solare, l’energia elettrica prodotta è immessa in rete passando attraverso un contatore bidirezionale che misura sia l’energia immessa che quella prelevata. Quando si ha sovrapproduzione o sotto utilizzo di energia elettrica, quella in eccesso è disponibile agli utenti che, nelle vicinanze, ne hanno necessità.
In che modo e in quale misura è remunerata l’energia immessa in rete?
Nel nostro paese la società incaricata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze del ritiro, della gestione ed erogazione degli incentivi alla produzione d’elettricità da fonti rinnovabili e del collocamento sul mercato dell'energia prodotta da impianti da fonti rinnovabili è Gestore dei Servizi Elettrici - GSE S.p.A. Dal gennaio 2009 il GSE prevede, per impianti fino a 20KW, un sistema d’incentivazione detto “scambio sul posto”, per il quale l’energia immessa in rete viene pagata, al prezzo stabilito, al produttore, mentre quella consumata viene pagata a bolletta. Per impianti di potenza superiore è prevista una cessione diretta a prezzi definiti dalla contrattazione sul mercato dell’energia. Per entrambi il GSE prevede inoltre un successivo incentivo che premia maggiormente gli impianti più piccoli e valorizza l’importanza dell’integrazione architettonica delle installazioni. Quest’ultimo incentivo è fisso e garantito per 20 anni.
Ma quanto costa realizzare questi impianti e soprattutto quali sono i tempi d’ammortamento dell’investimento?
Occorre considerare innanzi tutto che la produzione dei pannelli solari ha un costo in termine d’energia utilizzata; il tempo d’esercizio necessario a bilanciare l’energia consumata per la produzione di questi pannelli è di circa 5 anni d’attività, che scendono a 1 – 2 anni per pannelli d’ultima generazione. I costi d’installazione di un impianto dipendono principalmente dalla parte tecnologica e impiantistica e da eventuali interventi da realizzarsi sulla struttura edilizia. Rilevante è anche l’incidenza del costo del denaro, se si richiede un mutuo. Oggi possiamo dire, con buon’approssimazione che realizzare un impianto su un edificio esistente costa mediamente tra i 5500 e i 6500 euro per KW. È ovvio che questi costi diminuiscono se l’impianto è realizzato contemporaneamente all’edificio. I prezzi di messa in opera di un impianto sono, negli ultimi anni, in costante diminuzione; rispetto al 2007 ad esempio, la riduzione è pari a circa il 20%.
Con questi costi, e grazie al sistema d’incentivi in vigore, il costo dell’investimento è ammortizzabile in circa 8 – 10 anni.
E poi quanti anni rimangono per lo sfruttamento dell’impianto?
Quello del tempo di vita degli impianti fotovoltaici è uno degli argomenti sensibili. Non esistono dati certi ed occorre rifarsi all’esperienza concreta, basata sugli impianti realizzati e sulle varie applicazioni: le stime più credibili parlano di una vita oscillante tra i 25 e i 35 anni.
Ed i costi di manutenzione invece, sono particolarmente onerosi?
Si possono definire ininfluenti. Non ci sono in questi impianti organi in movimento e perciò soggetti ad usura, come nel caso degli impianti eolici. Infatti l’impianto fotovoltaico è accompagnato da certificazioni che prevedono un tempo medio di funzionamento di circa 300.000 ore prima che si verifichi un guasto. Ora, un impianto funziona mediamente dalle 8 alle 10 ore al giorno ed il conto è presto fatto.
Quale lo scenario di sviluppo tecnologico per gli impianti fotovoltaici?
L’efficienza teorica delle celle a silicio è pari al 17%. Oggi i pannelli fotovoltaici hanno raggiunto un’efficienza pari al 15%. Non ci sono margini di miglioramento in questo campo e si può quindi affermare che il silicio ha fatto la sua storia. La ricerca è orientata verso l’utilizzo di sostanze in grado di ridurre notevolmente i costi dei pannelli fotovoltaici più che verso una maggiore efficienza. In Italia esistono diverse esperienze: riguardano l’utilizzo di nanotecnologie o l’utilizzo di sostanze organiche a base carbonio o integrazione su piastrelle ceramiche. In questo si può segnalare l’elevato impegno profuso dall’industria ceramica, che nella nostra regione è ben radicata. Se dal punto di vista della ricerca il nostro paese è presente, non altrettanto si può dire della parte di produzione industriale di pannelli fotovoltaici, che provengono quasi esclusivamente da mercati esteri.
Rimane il fatto che il sistema di produzione distribuito è considerata ancora economicamente non conveniente. Anche nell’utilizzo di fonti rinnovabili lo sviluppo si dirigerà verso la produzione in grandi impianti?
Lo sfruttamento dei combustibili fossili per la produzione di energia si è storicamente orientata verso una produzione centralizzata in grandi impianti e sulla distribuzione su vasti bacini d’utenza. Questa impostazione sembra imporsi come modello anche per il futuro. Anche il dibattito che ha caratterizzato la scena pubblica del nostro paese qualche mese fa, verteva esclusivamente su quale tecnologia scegliere per realizzare le centrali nucleari, senza mettere in discussione il principio della produzione in grandi impianti. La produzione di energia da impianti fotovoltaici si presta invece ad uno sfruttamento anche su impianti di medio piccola o piccolissima dimensione, che garantiscono una maggiore efficienza produttiva ed anche un minor costo di distribuzione. Avvicinare gli impianti di produzione alle utenze riduce le distanze di percorrenza dell’energia sulle reti, ed determina una diminuzione delle dispersioni lungo il percorso. Questi sono costi che non sono mai considerati quando si valuta l’efficienza del sistema di produzione centralizzato di energia elettrica.
La discussione sullo impegno di fonti di energia rinnovabili pare portare, come conseguenza, la messa in discussione del sistema di produzione e distribuzione dell’energia così come l’abbiamo conosciuto a partire dai processi di industrializzazione del pianeta fino ad oggi.
A seguire si riportano alcuni link interessanti per chi vuole approfondire il tema.
www.gse.it/
http://www.arpa.emr.it/energia/index.asp?idlivello=115
www.energiaspiegata.it
http://www.energiaspiegata.it/2009/03/ricerca-lo-stato-dellarte/
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