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Mensile di promozione sociale
Direttore: Massimiliano Fanni Canelles
Editore @uxilia Onlus - Aut. Trib. Trieste n°1089 del 20/07/2004 - ROC Aut.Ministero Comunicazioni n° 13449
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Eventi

indice articoli - Laboratorio Università di Bologna

 

VERSO L’ECONOMIA DEL BEN-ESSERE
Sul ruolo delle organizzazioni non profit in un economia che persegue la felicità delle persone

di Paolo Venturi Direttore AICCON

Introduzione
L’economia può incidere sul benessere e sulla felicità delle persone eppure…
• Non è la variazione di ricchezza il principale determinante della felicità individuale delle persone
• L’influenza dell’economia non si esaurisce con la produzione di ricchezza, ma interessa sempre di più le dinamiche di valore collegate all’identità delle persone.

Paradosso della Felicità
• la società del benessere fino anni 70/80 incarnava l’idea che i livelli di consumo si sarebbero tradotti in aumento del grado di felicità ….
• economie avanzate sperimentano mancanza di appagamento nell’abbondanza di beni
• Reddito fa aumentare la felicità fino ad un certo livello ..dopo diminuisce … perché entrano in gioco altri fattori … RELAZIONALI
• Cambia il concetto di scarsità (Paradosso della Felicità – Esterling 1974)

Amartya Sen (2000)
• critica la dimensione economica (PIL) come leve per il benessere
• Propone il concetto di Libertà e Sviluppo in termini di funzionamento e capacitazioni (capabilities).
• Funzionamento: esperienze effettive (di essere o di fare) che l’individuo ha deciso (perché gli attribuisce valore)
• Capabilities: alternative di scelta legate all’insieme dei funzionamenti

Commissione Sarkozy (2008)
• Andare oltre al PIL
• Set di indicatori: partecipazione, cultura,capitale sociale, ecc
• Stiglitz: “Ciò che noi misuriamo influenza le nostre azioni. Se usiamo gli indicatori sbagliati, ci sforzeremo di raggiungere obbiettivi altrettanto sbagliati”

Scenario socio demografico in Emilia Romagna
• L’Emilia Romagna risulta la seconda regione italiana per indice di vecchiaia
• Dei cittadini ultra 65enni il 16% risulta disabile (10% uomi-20% donne)
• Dal 2008 al 2024 si prevede un incremento complessivo degli abitanti della regione del 12,6% (over 65- 20%; over
80-25%)
• Immigrati stranieri che abitano la regione sono oltre 420 mila (12%-13% forza lavoro subordinata)
• Bambini Stranieri passati da 15000 (99/2000) ai 51.000 (05/06)
• Badanti sono stimate in almeno 80.000 (in gran parte non regolarizzate)

Società post-moderna
• Povertà relazionale
• Sostituzione di relazioni interpersonali con “beni posizionali” cioè legati allo status
• Relazioni motivazioni intrinseche (dono di sé)
• Beni Posizionali motivazioni strumentali (affermazione di sé)
• Si sottrae tempo alle relazioni sociali, perché i beni posizionali richiedono elevati ritmi per essere acquistati (una volta consumati vengono sostituiti)

Risultato: isolamento e nascita di “trappole di povertà
relazionale”. Marginalità nelle società contemporanee
non è legata solo alla scarsità di risorse materiali.

Società post- moderna: Importanza delle Organizzazioni Non Profit
• La produzione di beni relazionali costituisce la cifra distintiva
• Antidoto alla creazione di trappole di povertà relazionale
• Incidono positivamente sul benessere degli individui(senso)
• Favoriscono l’accumulazione di capitale sociale sui territori
• Alimentano fiducia (il mercato se ne nutre senza esserne Società post- moderna: Importanza delle Organizzazioni Non Profit (I) produttore)
• ES. Studi evidenziano come negli ultimi 30 anni negli USA la diminuzione della Felicità individuale vada di pari passo alla riduzione di Cap. Sociale
• ES. Volontariato canale per occupazione (Degli Antoni 2009)

DIMENSIONE DEL BENESSERE INDIVIDUALE RICHIAMA QUELLA
SOCIALE/CIVILE E CIO’ CHE UNISCE LE DUE DIMENSIONI E’
COSTITUITO DA RELAZIONI SOCIALI
VS
APPROCCI ECONOMICI TRADIZIONALI NON AMMETTONO
MOTIVAZIONI DIVERSE DAL SELF INTEREST E
MASSIMIZZAZIONE PROFITTO
Risultato
DEFICIT DEL CIVILE

Prospettiva dell’economia civile
Supera i paradossi e la visione economica tradizionale (separazione sociale ed economico)
Offre una visione non residuale delle ONP, in quanto produttore in grado di fornire beni relazionali e non di sopperire ai fallimenti del Mercato e dello Stato.
Centralità delle ONP nella definizione e nel raggiungimento del Benessere delle Persone e della Società

Economia Sociale : Risoluzione 2250 Parlamento Europeo
Economia Sociale in Europa rappresenta 10% delle imprese Europee (circa 2 milioni Imprese) e 6% di posti occupazione
• Il Parlamento Europeo rompe con una lunga tradizione di pensiero che ha alimentato una dicotomia fra sfera sociale ed economica assegnando alla prima dei compiti in chiave puramente distributivo compensatrice.
• Riconosce Ruolo decisivo nel grado di Innovazione e Inclusione Sociale (Obiettivi di Lisbona )
-Disoccupazione endemica
-Precarietà crescente dei rapporti di lavoro
-L’esclusione sociale di segmenti significativi della popolazione
• “(….) L’economia sociale evidenzia un modello di impresa che non può essere identificato sulla base delle sue dimensioni né del settore di attività, bensì sul….. primato della democrazia, della partecipazione degli attori sociali, della persona e degli obbiettivi sociali, coinvolgimento degli utenti, l’adesione volontaria e aperta, l’autonomia rispetto ai poteri pubblici, l’impiego della maggior parte delle eccedenze a favore del perseguimento di obiettivi di sviluppo sostenibile (…)”
• ….ossia si può fare impresa anche se si perseguono fini di utilità sociale e si è mossi da motivazioni di tipo pro-sociale ( non solo per massimizzare il proprio profitto)
• (parag.18) …Le imprese dell’economia sociale contribuiscono al rafforzamento dell’imprenditorialità, integrano la Responsabilità Sociale e promuovono l’integrazione sociale delle categorie vulnerabili…

Economia Sociale in ITALIA
Censimento ISTAT (2001) :
221.412 organizzazioni
3.200.000 volontari
38 miliardi di euro di entrate
5,4 delle istituzioni e 2,5% degli addetti

Rilevazioni settoriali ISTAT successive:
• Cooperative Sociali : 11.000 (7.363/05 - 6.159/03 e 4651/01)
• O.d. Volontariato: 21.021 (18.293/01)
• Fondazioni: 4.720 (3.008/01)

Economia Sociale in Emilia Romagna
Cooperative Sociali: 748 (ottobre 2008)
• Org.di Volontariato: 2723 (30 aprile 2008)
• Ass. di promozione Sociale: 2.039 (febb.2006)
• Fondazioni : 443 (dicembre 2005)

Legge sull’Impresa Sociale d.lgs 155/2006
“possono acquisire la qualifica di impresa sociale tutte le organizzazioni private, ivi compresi gli enti di cui al libro V del codice civile, che esercitano in via stabile e principale un attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e sevizi di utilità sociale diretta a realizzare finalità di interesse generale, e che hanno requisiti di cui agli art. 2 (utilità sociale), 3 (assenza scopo di lucro) e 4 (autonomia da enti pubblici e for profit) “
L’importanza di un legge per
- La legittimazione legislativa di un fenomeno culturale, sociale ed economico già fortemente radicato ma difficile inquadramento normativo.
- L’eliminazione di ostacoli all’esercizio dell’impresa (sociale) da parte di enti non profit

Il potenziale dell’Impresa Sociale
Porta a compimento la polarizzazione market e non market del Terzo Settore (attività di advocacy/produzione di utilità sociale)
• Pluralità delle forme di impresa aumenta capacità di redistribuzione e di uguaglianza ( funzione sociale a monte e a valle)
• Impresa Sociale opera nella frontiera dei nuovi bisogni alla persona (innovazione sociale)

L’impresa sociale in Italia
• Imprese iscritte (legge 118/05) : 508 (6 in E.R.)
• Imprese Sociali iscritte REA: 11.020
• Coop sociali: 7363
• Tot. Circa 15.000 – 350.000 addetti – 5.000.000 di utenti
• Potenziale di Imprese sociali non profit 41.742 (257.000 lavoratori)
• Potenziale di Imprese sociali for profit 496.011(1.437.000 lavoratori)
(istruzione, sanità, sociale, residenziale, cultura, sport, ecc)

Struttura Occupazionale delle Imprese Sociali
• 2003-2006 numero I.S. è cresciuto del 30% (imprese con dipendenti + 16%)
• 2,8 % del tot. Dipendenti area privata (5% dei servizi – 56% socio-sanitarie e 29% istruzione)
• Dinamica Occupazionale 2003-2008 (+47%)
• Di cui: servizi alle persone + 101%
• Mentre imprese italiane (+9%)
• Previsioni occupazionali 2009 +0,1%

La trasformazione sta nel sistema relazionale che le unisce.
“Dilatare l'orizzonte della ricerca fino a includervi il valore di legame è oggi una grande sfida intellettuale per l'economia, e ciò per la fondamentale ragione che la relazione tra le persone è di per sé un bene che, in quanto tale, genera valore” (Stefano Zamagni)

Il futuro: il VAS e la Borsa Sociale
• VAS: Produrre sistemi di misurazione (metrica) del Valore Aggiunto Sociale ossia del beneficio in termini di impatto/outcome generati dalle Organizzazioni Non Profit nei confronti di tutti gli stakeholders. (SROI in UK)
• Borsa Sociale: Dobbiamo cioè passare da profitto socialmente responsabile al “sociale profittevole” ossia non solo dare valori al mercato ma dar “mercato ai valori” al fine di massimizzare l’utilità sociale prodotta (Bovespa – SLse)

Quale ruolo per il volontariato?
• 2011 Anno europeo del Volontariato: scelta importante perché segnala il riconoscimento dell’apporto che l’azione volontaria svolge nella costruzione dell’Europa delle Persone.
• Il volontariato rafforza la coesione sociale, Quale ruolo per il volontariato? promuove la cittadinanza e rende viva la democrazia (European Commission 2009)
• Superamento logica neo-liberista e neo-statalista (intervento verso esclusi dal mercato o dinamica istituzionalizzante)
• La forza del volontariato è produrre beni relazionali (effetti sfera sociale ed economica colpita dalla crisi)
• Principio di reciprocità: relazione che si deve aggiungere allo scambio del mercato e alla redistribuzione dello Stato
• Promuovere il Bene Comune e la Fraternità (Valore della persona)

Se si considera che non è mai vero che uno riceve ciò che dona, ma al contrario che uno dona solo se ha fatto l’esperienza del dono, si riesce a comprendere dove sta la forza dirompente dell’autentica azione volontaria” S. Zamagni
Quale ruolo per il volontariato?
La forza del volontariato viene prima dell’esito che produce. Il Volontariato non si insegna ma si VIVE

X EDIZIONE
Le Giornate di Bertinoro per l’economia civile
VERSO L’ECONOMIA DEL BEN-ESSERE
8-9 ottobre 2010
www.legiornatedibertinoro.it

 

 

 

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