Logo SocialNews
Ministero dell’Interno protocollo d'intesa con il dipatimento Libertà civili ed immigazione ministero dell'interno - link al protocollo di intesa
Ministero della Giustizia protocollo d'intesa con il dipatimento Giustizia Minorile ministero della difesa - link al protocollo di intesa
Mensile di promozione sociale
Direttore: Massimiliano Fanni Canelles
Editore @uxilia Onlus - Aut. Trib. Trieste n°1089 del 20/07/2004 - ROC Aut.Ministero Comunicazioni n° 13449
convenzione con il segretariato RAI Blog di Massimiliano Fanni Canelles - direttore di SocialNews la satira di SocialNews
home pagehome

uspiPeriodico associato
all’Unione Stampa Periodici
Italiana

facebook


 












 

Eventi

indice articoli - Laboratorio Università di Bologna

 

Il dibattito


Il sovraffollamento delle carceri, le condizioni igienico-sanitarie e le difficoltà di dare vita a veri percorsi di riabilitazione sono stati i temi al centro del dibattito con il pubblico durante i diversi interventi dei relatori. Ad accendere l’interesse, però, non sono soltanto difficoltà oggettive e misurabili, ma anche tutto uno scenario di problematicità invisibili, legate all’aspetto cognitivo dell’individuo. Il problema del ritorno in società dopo aver vissuto l’esperienza del carcere, le articolate relazioni con la famiglia che spesso vengono troncate, il mondo del lavoro che isola piuttosto che integrare e la sensazione da parte dei detenuti che in carcere la vita sia un po’ terminata a causa della mancanza di alternative al di fuori di quell’esperienza emergono con forza durante l’incontro. A prendere la parola per prime sono alcune volontarie che da anni svolgono servizio in carcere. Un servizio gratuito, ma a cui le istituzioni si rivolgono costantemente, quasi a colmare quel “vuoto istituzionale” causato dai tagli finanziari.
“Fare il volontario in carcere – raccontano – vuol dire mantenere un rapporto costante con le figure di riferimento: agenti di Polizia penitenziaria, educatori, assistenti sociali e famiglie dei detenuti, ma anche svolgere le funzioni più banali come la distribuzione dei vestiti per i detenuti più poveri, potendo fare affidamento su risorse sempre più scarse o addirittura inesistenti”. Il rischio da parte delle associazioni di volontariato di sentirsi “inutili” è reale, come sottolinea qualcuno, a causa delle difficoltà economiche che a volte impediscono l’aiuto anche nei bisogni primari – manca la carta igienica, la biancheria... – e vanificano il coraggio generoso di chi dona tempo e umanità. Se adeguatamente sorrette, le associazioni di volontariato – su questo punto si insiste in più di un intervento – potrebbero fornire un prezioso aiuto al detenuto nel momento della sua uscita dal carcere, quando inizia il difficile percorso del ritorno alla collettività.

Chiara Argentero

 

Tutti gli articoli pubblicati, se non diversamente specificato, sono stati scritti per SocialNews a titolo gratuito
La redazione, tutti i collaboratori e gli autori lavorano per la realizzazione del giornale a titolo completamente gratuito
La pubblicazione SocialNews è gratuita sia in forma cartacea che elettronica ed è diffusa a tutto il territorio nazionale

©SocialNews 2009      credits      sitemap