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Eubiosia e...
di Pino Caligiuri e Rosalba Iemboli studenti Corso di Laurea specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica dell’Università di Bologna Ogni arte persegue un certo fine, ma appare evidente che c’è differenza tra i fini: alcuni sono attività; altri sono opere che stanno al di là di quelle. (Aristotele, Etica Nicomachee) E nel mondo di oggi è ben difficile che qualcuno o qualcosa riesca a lasciarci un segno: siamo indifferenti, sentiamo tanto parlare di dolore, di malattia e di morte, ma riusciamo a “pensarli” solo quando riguardano gli altri, perché tanto “a noi non capiteranno mai”. Eppure sono lì dietro l’angolo ad aspettarci e, a un tratto, ci colpiscono, impreparati: la malattia ci aggredisce, il dolore ci attanaglia e un vortice di paura e di disperazione ci travolge. Ma questa vita che vacilla può essere presa per mano e accompagnata con amore fino alla fine, ridando così al malato e alla sua famiglia un po’ di speranza, condividendo con loro l’angoscia e restituendo dignità alla vita. Le pagine di Eubiosia e... ampliano gli orizzonti sul valore della vita, che dovrebbe essere un pensiero sempre costante, con implicazioni più ampie di quelle che coinvolgono direttamente il malato. Eubiosia è dignità, rispetto della vita, amore offerto e non preteso nel silenzio che sa ascoltare. Eubiosia e... è un libro, una scelta di vita, un invito alla vita rivolto a noi tutti. L’eubiosia e l’ANT Luminare nella medicina e uomo umile, Pannuti con impegno e dedizione ha fatto si che si realizzasse il “miracolo ANT”, con la costruzione di 23 ospedali domiciliari oncologici (ODO-ANT), l’assistenza di circa 66.000 pazienti e il lavoro di migliaia di volontari. “Il molto di ANT – sottolinea lui stesso – non sarebbe niente senza il poco di tanti”. L’importanza dell’impegno di ANT a fianco dei malati terminali trova uno specchio nella capillarità della sua presenza: si contano infatti 119 delegazioni in quasi tutte le regioni italiane, che garantiscono quotidianamente l’assistenza a 3.000 malati terminali e alle loro famiglie. Il valore della vita a tutto campo Ma oggi l’eubiosia è un concetto che non può essere limitato esclusivamente al settore dell’assistenza ai malati. L’intento di ANT è di diffonderne i valori ad altri campi cruciali dell’attività umana, tra i quali la politica, l’economia, l’istruzione, l’industria, l’arte e l’ambiente. Il professor Franco Pannuti, presidente di ANT, delinea per l’associazione un futuro ruolo politico, in quanto “parte della comunità, un partito che combatte e vuol combattere la sofferenza alla luce dell’eubiosia”. Ed entra così nel dibattito in corso in questi giorni sul valore della vita, ponendo al centro il concetto di eubiosia e contrapponendolo tanto a quello di eutanasia quanto a quello di accanimento terapeutico. A lui abbiamo rivolto alcune domande. Professor Pannuti, lei indica nel caso di Papa Giovanni Paolo II che rifiuta cure ormai inutili e affronta con serenità la morte un esempio di eubiosia. Perché?Giovanni Paolo II ha avuto il coraggio della libertà di scelta. Ha compiuto una scelta totalmente autonoma e consapevole. La domanda da porsi è: tutti i malati terminali hanno la stessa possibilità di scelta? Da cosa dipende tale possibilità? Credo sia data anche dalla disponibilità economica che consente di disporre di un’adeguata assistenza domiciliare, ma soprattutto dalla consapevolezza della situazione in cui il malato si trova. Questa consapevolezza si acquisisce esclusivamente attraverso un giusto rapporto con i propri medici.
Un rapporto basato sulla esatta conoscenza della situazione sanitaria da parte del malato. Quest’ultimo deve essere desideroso di realizzare il proprio diritto di essere informato in maniera corretta e il medico deve essere capace di relazionarsi con il paziente. I medici sono preparati su questi aspetti? Ci sono carenze, noi abbiamo realizzato una scuola dove insegniamo ai nostri medici proprio questo. È un percorso lungo, fatto di molti incontri e confronti a volte piuttosto accesi. Assistere un paziente terminale a domicilio è completamente diverso dall’assisterlo in ospedale. Il medico, così come esce dalle università, non è idoneo a svolgere questo ruolo, va formato in maniera specifica. Dove può svilupparsi l’attività di ANT in futuro? Il futuro è nell’ampliamento dell’assistenza in altri territori. Per far questo, però, servono una comunità matura, contributi economici e medici e infermieri disponibili. Un altro obiettivo è di diffondere la cultura dell’eubiosia attraverso l’attività didattica. Occorre andare tra la gente, un po’ come facevano gli apostoli. Eubiosia e… (pp. 143, 30 euro) sarà distribuito in tutte le librerie d’Italia da Girarldi editore; il ricavato andrà a favore dei progetti di assistenza e prevenzione della Fondazione ANT Italia Onlus.
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