“Anelfra”, un libro e un viaggio per le donne

Chiara è una fotografa, una viaggiatrice, una donna. Chiara è la protagonista di Anefra – Un Viaggio verso l’Africa e il deserto, secondo romanzo edito da Carmignani Editrice della scrittrice e giornalista d’origine brasiliana, ma napoletana nel cuore, Elisangela Annunziato. Proprio da Napoli parte il viaggio della protagonista di questo romanzo che si libra ben lontano dalla terra natìa, dove incontrerà personaggi che cambieranno la sua vita e il modo di vedere il mondo.

Chiara non ha paura di farsi domande, anche scomode, non ha paura di interrogarsi sul suo futuro in bilico né sul presente di tante altre donne come lei, meno fortunate o semplicemente cresciute in contesti sociali e culturali così distanti da sembrare abissi. Quella che può sembrare una semplice storia d’amore, in bilico tra cinismo e romanticismo, è un pretesto per viaggiare ed esplorare luoghi incredibili tra il richiamo del deserto e i colori del suq. Chiara è una donna forte, indipendente, contemporanea, ma il suo valore più prezioso è proprio quello sguardo sensibile, da fotografa, che osserva il mondo attorno a sé facendolo suo.

Abbiamo incontrato Elisangela e, insieme, abbiamo cercato di svelare alcuni dei segreti di Anelfra per cogliere lo spirito di questo romanzo che scorre veloce, ma lascia una preziosa scia di spunti di riflessione.

Come è nata l’ispirazione che ti ha portata a scrivere questo tuo secondo romanzo?

Dal ricordo dei miei viaggi, brevi o lunghi siano stati. Ricordo quando decisi di scrivere Anelfra stavo riguardando e sistemando delle fotografie. Il mio sguardo cadde su una che mi ritraeva nel deserto e con un falco. Decisi di far “prendere vita” a quel falco e, quindi, di scrivere anche di lui nel prossimo romanzo. Poi volevo mettere su carta parte della mia vita, raccontando dell’Africa e delle sue ricchezze tra cui vi è la dignità e del deserto, quello arabico, in cui ho trovato una parte di me.

copertina Anelar di Elisangela Annunziato

Chiara, la protagonista, è una donna indipendente, il prototipo della viaggiatrice. Ma sembra credere, soprattutto all’inizio, che esistano solo i viaggi reali, quelli ti portano in giro per il mondo. In che modo si evolve il personaggio? In qualche modo ti identifichi in Chiara?

Chiara è una donna libera e occidentale, anche se anche lei ha una deliziosa “catena”: l’amore per Davide. Viaggiando capirà che qualsiasi viaggio è più un qualcosa di introspettivo che fisico. È una fusione di culture, un incontro di persone, una ricerca di se stessi. L’incontro con il falconiere sarà per lei molto significativo. Chiara è simile a me in molte cose. Anche lei, con me, ama essere libera, nei limiti del possibile ovviamente, e anche per lei, con per me, solo l’amore per un uomo la porterà poi a fermarsi…

Un tema fondamentale di Anelfra è proprio l’amore. In realtà la trattazione di questo tema fa da corollario agli argomenti pregnanti del romanzo, perché hai scelto comunque di porre l’amore al centro?

L’amore è qualcosa che non si sceglie. Nel libro lo descrivo come una grande onda che, se non sei attento, ti sommerge. Credo che l’amore sia la chiave di tutto nella vita. Che sia l’amore per un figlio, per un genitore, per il partner. Noi donne sappiamo amare, anche gli uomini, non fraintendete, ma noi quando amiamo lo facciamo nella totalità. E poi credo che l’amore sia l’unica cosa che renda noi uomini vivi.

Anelfra è un romanzo dove si viaggia molto, ma senza delle vere coordinate. I viaggi sono i tuoi? Da dove hai raccolto colori, sapori e odori che poi vai a raccontare?

La storia che racconto è inventata, ma ci sono stralci dei miei viaggi. Ricordo ancora le stradine di Itaca o i cercatori d’oro incontrati in Africa. Senza tralasciare l’odore delle spezie nelle vie di Dubai. Sono viaggi, questi, che mi hanno fatto crescere e diventare la persona che sono oggi. Il viaggio, come dicevo prima, è un qualcosa di introspettivo. Una persona quando sceglie di partire lo fa prima con la mente e poi con il corpo.

elisangela annunziato autrice anelfra

Raccontaci un retroscena, un tuo ricordo, una tua emozione legata a questo romanzo.

Mentre scrivevo sono state tante le emozioni. Anche io, come Chiara, mi sono lasciata cullare dai ricordi mentre battevo i polpastrelli sulla tastiera. Al tempo stesso pensavo a quale sarebbe stato il mio prossimo viaggio. Mi sono ricordata della tempesta di sabbia, oppure del viaggio che mi condusse in un paese vicino a dove vivevo, l’Oman. Mentre scrivevo è stato come ripercorrere a gran velocità, senza trascurare però i dettagli, il mio passato.

Infine, chi dovrebbe leggere Anelfra?

È un libro per tutti. In modo particolare per chi ama viaggiare e, soprattutto, chi crede che la diversità sia una ricchezza.

Angela Caporale
Giornalista pubblicista dal 2015, ha vissuto (e studiato) a Udine, Padova, Bologna e Parigi. Collabora con @uxilia e Socialnews dall’autunno 2011, è caporedattrice della rivista dal 2014. Giornalista, social media manager, addetta stampa freelance, si occupa prevalentemente di sociale e diritti umani.
È caporedattore della rivista SocialNews in formato sia cartaceo che online, e Social media manager.
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