Visionary days, giovani tra idee, esperienze e visioni

Quali confini nel nuovo mondo? È questo il tema della quarta edizione del Visionary Days: sabato 21 novembre 2500 ragazzi da tutta Italia si sono confrontati, suddivisi in tavoli virtuali, in una sessione di brainstorming continuo di 10 ore sui cambiamenti che stanno vivendo e sul loro futuro.

La rivoluzione tecnologica, i flussi migratori e le trasformazioni legate alla globalizzazione sono solo alcune delle questioni che sono state toccate.

Il Covid-19 non li ha fermati, anche in piena crisi c’è spazio per i giovani che vogliono prendersi le loro responsabilità.

In ottemperanza alle misure governative, l’edizione 2020 si è svolta interamente online ed è stata trasmessa in diretta dalla Sala Fucine delle OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino.

Le altre città partecipanti, Genova, Napoli, Pavia e Firenze, hanno supportato con la diffusione online il loro messaggio di coinvolgimento e attivazione giovanile.

L’evento è organizzato dall’associazione Visionary, un gruppo di ragazzi accomunati dall’idea che con il pensiero si possa cambiare il futuro.

Queste persone sono spinte dalla voglia e dalla necessità di cambiamento, vogliono esprimere la propria curiosità e hanno il desiderio di impegnarsi in prima persona nei confronti dei problemi odierni e delle prospettive del domani.

Questa missione si concretizza nel Visionary Days, un esperimento di visione collettiva che fa incontrare, per la prima volta, persone da differenti contesti per una giornata intera al fine di discutere e modellare insieme un’idea di futuro.

Dal 2017, anno della prima edizione, il format rimane invariato. I partecipanti sono stati divisi in 250 tavoli digitali, ognuno composto da 10 elementi diversi in termini di età, provenienza, studi, professione per rendere il confronto più eterogeneo possibile, e hanno affrontato gli argomenti in collegamento sulla piattaforma Zoom.

Nelle diverse sessioni gli speaker, in diretta da Torino, hanno declinato il tema dando il via per ciascuno alle discussioni, mentre sempre in diretta streaming proseguivano gli interventi dei giornalisti, divulgatori, esperti.

L’innovazione caratterizza ogni aspetto dell’evento, le idee prodotte dai gruppi di lavoro sotto la supervisione dei moderatori vengono inviate in tempo reale a Lee, l’intelligenza artificiale creata da “Visionary”. Quest’ultima elabora ed edita le informazioni e la sintesi dell’intero confronto è riportata nel Manifesto Dinamico, un libro conclusivo dell’evento che viene poi dato a tutti i partecipanti.

La giornata si è aperta con uno spettacolo con le musiche di Francesco Fugazza, produttore di Mahmood, e la partecipazione del coro PoliEtnico del Politecnico di Torino. È stato uno dei conduttori radiofonici più giovani d’Italia, classe 2000, Filippo Grondona, a presentare l’evento.

Il confronto ha indagato diversi aspetti della concezione di confine: nazionale, sociale, bioetico, etico. Ogni sessione ha avuto il suo esperto per l’introduzione alla riflessione.

Per esempio, Sara Hejazi, antropologa, docente e giornalista, ha parlato del tema “Popoli” e ha discusso l’attualità dei concetti di Stato e Nazione, mettendo in luce la continua messa in discussione degli stesso dovuta ai flussi migratori di massa, alla globalizzazione, al collegamento in tempo reale permesso dalle tecnologie.

Per la sessione “Società” si è presentata la direttrice del carcere di Bollate e dell’istituto penale minorile Beccaria di Milano, Cosima Buccoliero. Lo spunto riguardava il fatto che oggi l’individualismo sia diventato regola, in quanto l’eccesso di risorse disponibili nella competizione porta ad un isolamento sempre più allarmante.

Sulla necessità di un nuovo pensiero rivolto a considerare tutto il mondo come casa, hanno dibattuto Eleonora Cogo, Senior Scientific Manager presso la divisione Climate Simulation and Prediction a Bologna, e Giulia Carla Bassani, aspirante astronauta, studentessa di ingegneria spaziale al PoliTo e divulgatrice scientifica.

Filippo Rizzante, CTO e membro del consiglio di amministrazione di Reply, ha aperto la sessione “Uomo”, per ragionare su come il progresso tecnologico sia una continua corsa a superare i propri limiti e a capire quali e quante cose accadano in quei confini.

L’e-mobility e la sfida della mobilità sostenibile ha visto gli interventi di Francesco Bianchi e Costantino Fassino, Program Manager e-Mobility FCA. Questa sessione è stata alimentata dall’energia di due Nuove 500 elettriche grazie alla soluzione Vehicle-to-Everything sviluppata da ENGIE EPS, una tecnologia che permette ai veicoli elettrici di dare energia ai dispositivi di uso quotidiano garantendo il funzionamento anche in caso di anomalie della rete elettrica.

Sul tema “Spirito”, infine, ha parlato Enzo Celli, regista, autore di danza contemporanea, fondatore della Compagnia Botega e del gruppo VIVO con sede a New York e a Roma. Il discorso si è articolato tra le paure e i problemi, declinando il confine come possibilità di scelta per ciascuno di noi di cosa essere e non essere.

In fondo è questo il messaggio che Visionary vuole lasciare: prendere consapevolezza che incontrandosi, dialogando e agendo si può creare un impatto duraturo sul mondo.

Non conta la provenienza o l’educazione, importa solo agire secondo principio e valore.

“Il nostro punto di partenza è lo scambio di opinioni. Sappiamo che non possiamo fare, dire, spiegare, creare tutto da soli. Non siamo soli, e le idee tenute in testa non possono assumere il valore che hanno. Ci ascoltiamo attivamente, creiamo il nostro mondo confrontandoci tra noi e includendo quanto più altri da noi è possibile” recita il punto 1 del manifesto prodotto quest’anno.

Visionary Days non è semplicemente un evento di cronaca, è un messaggio forte e solido dei giovani che non si fermano, delle persone che, nonostante tutto, vogliono continuare a mettersi in gioco, a pensare liberamente per il miglioramento della vita collettiva.

Quest’anno il mondo è stato colpito da una pandemia e, anche se con tutte le difficoltà del caso, loro hanno voluto incontrarsi.

Non si tratta di abitudine o di inerzia: è il segno che, quando è importante, non esistono scuse ma solo fatti, anche se digitali.

Rosario Pullano

Rosario Pullano

Rosario Pullano è studente dell’università “Alma Mater” di Bologna, dove si occupa di fisica applicata e finanza matematica. Nasce a Catanzaro l’8 febbraio 1997. All’età di 5 anni si trasferisce con la famiglia a Trieste. Si forma presso il Liceo Classico “Dante Alighieri” e, successivamente, studia all’università “La Sapienza” di Roma, dove consegue la laurea triennale in fisica. Il 21 novembre 2016 è tra i vincitori nella categoria “Giovani Promesse” nella Sezione Poesia singola del “Concorso letterario internazionale Michelangelo Buonarroti”. Pubblica la raccolta di poesie “Memorie del futuro: sentimenti” nel 2019 con la casa editrice EuropaEdizioni. Ad oggi, si occupa anche di progetti di start up relativi al mondo dell'innovazione dei servizi digitali. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *