Renzi e Salvini, leader che si raccontano

Renzi e Salvini: politici con personalità e idee diverse, accomunati, però, dalla pubblicazione di un libro. Cosa si cela dietro la loro volontà di raccontarsi oltre le televisioni e i social network?

Andrea Tomasella

Il leader si racconta matteo salvini matteo renzi

In un’epoca di commenti, condivisioni, visualizzazioni e di “retweet”, bisogna avere ben chiara la propria meta e il percorso da seguire se si intende convincere le persone a schierarsi dalla propria parte e, magari, riuscire anche a coinvolgerle nel proprio cammino.

Lo sanno benissimo pure i politici italiani contemporanei, divenuti oramai delle vere e proprie celebrità sui social network: contano, infatti, centinaia di migliaia (milioni in alcuni casi) di seguaci sulle più disparate piattaforme del web, da Facebook a Twitter ad Instagram. Precursori di questi “new media” sono stati i giornali, le radio e le televisioni.

Per molto tempo sono stati i canali preferenziali con cui i politici hanno fatto entrare i loro volti e le loro voci nelle abitazioni di milioni di potenziali elettori. Tuttavia, anche se le dinamiche sono sempre in evoluzione e i metodi di comunicazione cambiano con il passare del tempo, c’è un ulteriore mezzo di comunicazione utilizzato dai politici e ben distinto dagli altri: il libro. Poco importa se si tratta di un innovativo e-book oppure di un classico libro con le pagine di carta. Ciò che conta veramente è la possibilità, per il politico di turno, di lasciare una sua testimonianza o, magari, di descrivere i suoi obiettivi, lasciando al lettore un frammento tangibile della sua storia.

 

Il libro non rappresenta solo una raccolta di idee fine a se stessa, ma un lavoro molto prezioso che permette al politico di comunicare in intimità con il lettore, andando a stimolare la sua immaginazione e la sua curiosità. Ecco allora che nelle librerie del Belpaese e nei cataloghi on-line compaiono decine di libri i quali, immancabilmente, espongono in copertina il volto del personaggio politico-autore. Egli è consapevole che il libro sarà sempre disponibile e che gli consentirà di allacciare un dialogo con il lettore ogniqualvolta quest’ultimo deciderà di leggerlo. Da capacissimo comunicatore qual è, l’ex premier Renzi ha saputo sfruttare fin dai suoi esordi questo efficacissimo mezzo di comunicazione.

 

Certo, non è stato il primo a utilizzarlo: anche Berlusconi e Prodi pubblicarono dei libri in concomitanza con le tornate elettorali. Renzi, tuttavia, è stato capace di smarcarsi dalle canoniche biografie dei politici e ha trovato una sua identità stilistica. Grazie a “Fuori!” (Rizzoli, 2011), l’allora sindaco di Firenze ha espresso ai tanti lettori la sua visione, cominciando così a dare un’idea di cosa fosse per lui la “rottamazione” della passata classe dirigenziale del Partito Democratico. Non solo. Anche tanta irriverenza, la sua storia di vita, i passi che lo hanno portato a diventare presidente della Provincia e, successivamente, primo cittadino di Firenze. Ed è proprio questo modo di intendere il libro la reale chiave di volta del pensiero renziano: attraverso il suo scritto, Renzi ha voluto mostrare agli altri chi fosse, ha raccontato come sarebbe stato possibile riavvicinare alla politica i tanti disillusi e come provare a cambiare il rapporto con il lettore, pensando al libro non solo come ad un contenitore di dati, ma anche come a un vettore capace di promuovere il suo progetto politico.

Se, da un lato, Renzi è stato un precursore fra i politici della sua generazione, dall’altro c’è un altro politico particolarmente in gamba nel comunicare con gli Italiani e capacissimo anche nel cavalcare l’onda dei mass media: Matteo Salvini.

Al di là dei social network, delle interviste in radio e delle apparizioni in varie trasmissioni televisive, il segretario della Lega pare apprezzare moltissimo anche il potere della carta stampata. Infatti, nel suo recente libro “Secondo Matteo” (Rizzoli, 2016), il leader si racconta a tutto tondo e rompe gli schemi politici più tradizionali e antiquati, appartenenti ad una concezione di centrodestra divenuta, oramai, vetusta.

Il suo stile schietto e senza fronzoli traspare anche dalle pagine del libro, a tratti un vero e proprio manifesto politico, nel quale spiega il suo progetto per il futuro dell’Italia. In altri passi, invece, emerge anche una simpatica autobiografia, con tanti aneddoti legati alla storia della sua vita. In questo modo Salvini si racconta liberamente al lettore, aggirando la necessità di un confronto con qualsivoglia oppositore politico o con un interlocutore particolarmente zelante, riuscendo, quindi, a far risaltare alcuni aspetti della sua personalità, i quali, in altri frangenti, difficilmente sarebbero potuti emergere.

In conclusione, è chiaro che per un politico l’utilizzo dei più disparati mezzi di comunicazione è imprescindibile, tuttavia il libro rappresenta ancora oggi un unicum privo di paragoni. Magari, con il passare degli anni, cambieranno i temi affrontati, le copertine e il tipo di supporto, da cartaceo a digitale, però la verità è che soltanto attraverso un buon libro il politico si assicura la possibilità di stabilire un contatto intimo e viscerale con il lettore. È per questo che il libro è ancora molto ricercato.

Andrea Tomasella (@andtomasella), blogger e collaboratore di SocialNews e City Sport

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