Una sfida epocale

Alberto Giorgetti

La maggiore oculatezza e precisione d’intervento ha consentito di giungere al risultato di aumentare il gettito accertato e recuperato dallo Stato, l’auspicio è quello di rendere il meccanismo maggiormente funzionale alle reali esigenze di uno Stato moderno e socialmente equo.

La valenza delle misure che il Governo si è impegnato ad assumere, al fine di alleggerire il carico fiscale sui cittadini e sulle imprese, rendendo più equo e trasparente il rapporto intercorrente tra questi soggetti e l’Amministrazione finanziaria, è inderogabilmente connessa ad un’efficace e mirata azione di contrasto all’evasione ed all’elusione fiscale. Questa attività rappresenta una sua priorità assoluta.
Nel solco delle recenti innovazioni legislative, tale azione deve continuare con fermezza e senza tentennamenti, e deve sempre più rafforzarsi anche attraverso l’auspicato perfezionamento delle procedure e dei criteri di analisi utilizzati dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate per selezionare la platea dei contribuenti da sottoporre ad attività di accertamento.
Tutti gli strumenti introdotti o migliorati in funzione anti-elusiva (dallo spesometro al redditometro alla nuova valenza probatoria degli studi di settore) hanno consentito, negli ultimi anni, di individuare con rinnovata precisione ed analiticità le aree di maggior rischio e propensione alla disobbedienza fiscale. Ciò è avvenuto avvalendosi della linfa vitale delle informazioni, anagrafiche, immobiliari, bancarie e fiscali gestite attraverso la grande rete della banca dati Ser.p.i.co dell’Agenzia delle Entrate, nel rispetto doveroso della vigente normativa in materia di trattamento dei dati personali.
La maggiore oculatezza e la maggiore precisione d’intervento hanno consentito di giungere al prezioso risultato di aumentare esponenzialmente il gettito accertato e recuperato dallo Stato, a fronte di una diminuzione del numero degli accertamenti emessi, risultanti sempre meno invasivi ai danni di categorie predefinite di contribuenti e più miranti a colpire le situazioni marcatamente critiche.
Nel dettaglio, come si è potuto evincere dalla Relazione sui risultati della lotta all’evasione dal 2006 al 2011, presentata il 28 settembre 2012 dall’allora Ministro dell’Economia e delle Finanze Vittorio Grilli, gli incassi derivanti dalla lotta all’evasione hanno registrato un sensibile trend ascensionale: in particolare, la riscossione complessiva da attività di accertamento e controllo nel periodo sopra considerato, che contempla sia i ruoli, sia i versamenti diretti, è risultata di 4,3 miliardi di euro nel 2006, 6,4 nel 2007, 6,9 nel 2008, 9,1 nel 2009, 11 nel 2010 e 12,7 nel 2011. Per quanto riguarda, infine, l’anno 2012, il risultato complessivo delle riscossioni è stato pari a 12,5 miliardi di euro, secondo il dato fornito dall’Amministrazione finanziaria.
La sfida epocale che oggi ci attende è quella di passare da una visione “oscurantista” di uno Stato finora non sufficientemente capace di correlare alla gravità dell’infrazione commessa la proporzionalità della sanzione inflitta, ad una visione “illuministica” di uno Stato che, nel quadro di una fattiva e leale collaborazione con i suoi contribuenti, attribuisca la giusta rilevanza penale alle infrazioni di maggiore gravità, sapendo, però, ampliare, al contempo, il meccanismo incentivante della premialità fiscale attraverso l’ulteriore potenziamento degli strumenti definitori della pretesa tributaria e deflattivi del contenzioso, e l’allargamento dei benefici connessi all’istituto del ravvedimento operoso.
Ciò non significa certo abbassare la soglia di attenzione e di controllo nell’arginare questa preoccupante piaga sociale, la cui definitiva risoluzione consentirebbe allo Stato di liberare cospicue risorse a sostegno della crescita socio-economica del Paese; semmai, l’auspicio è quello di rendere il meccanismo maggiormente funzionale alle reali esigenze di uno Stato moderno e socialmente equo, anche sostenendo in Parlamento l’approvazione definitiva del disegno di legge di delega al Governo per la revisione del sistema tributario, recentemente presentato alla Camera dei Deputati ed assegnato alla VI Commissione permanente (Finanze). In quest’ottica, merita senza dubbio preminente importanza, al fine di rafforzare la lotta senza quartiere contro le pratiche più odiose di elusione e di raggiro degli obblighi fiscali, l’introduzione nel nostro ordinamento dell’istituto giuridico del cd. “abuso del diritto”, come ampiamente segnalato e richiesto anche dall’Unione Europea in un’ottica proficua di armonizzazione delle politiche fiscali degli Stati membri in tema di attività di contrasto all’evasione ed all’elusione fiscale.
Bisogna, pertanto, cogliere senza esitazioni e con propositività l’humus dell’attuale benefica convergenza delle forze politiche le quali, sostenendo con convinzione la compagine governativa, sono impegnate ad affrontare sfide senza precedenti nell’ultimo cinquantennio della nostra storia repubblicana al fine di ridare slancio all’economia del nostro Paese e di ricostituire un patto sociale con i cittadini improntato al rispetto della legalità, alla giustizia sociale ed all’equa ripartizione del carico fiscale tra persone fisiche, imprese e patrimonio.

Alberto Giorgetti
Sottosegretario di Stato Ministero dell’Economia

Massimiliano Fanni Canelles on InstagramMassimiliano Fanni Canelles on Twitter
Massimiliano Fanni Canelles
Massimiliano Fanni Canelles Head of CAD Nephrology and Dialysis, Health Department with University of Udine Adj. Professor in Alma Mater University in Bologna of International Cooperation Editor of SocialNews Magazine President of Auxilia Foundation Twitter. @fannicanelles Instagram @fannicanelles

Massimiliano Fanni Canelles

Massimiliano Fanni Canelles Head of CAD Nephrology and Dialysis, Health Department with University of Udine Adj. Professor in Alma Mater University in Bologna of International Cooperation Editor of SocialNews Magazine President of Auxilia Foundation Twitter. @fannicanelles Instagram @fannicanelles 

Tags:

Rispondi